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22 July

La strage di Utoya in 22 July di Paul Greengrass in Concorso a Venezia75

Paul Greengrass sbarca per la prima volta in Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia con il film Netflix 22 July sulla strage di Utoya in Norvegia del 2011.

22 July: la sinossi

22 JulyIl 22 luglio 2011 a Oslo, in Norvegia, l’estremista Anders Behring Breivik compie una strage terroristica uccidendo 77 persone in un un duplice attentato. Ad essere colpito per primo è un palazzo che si trova davanti alla sede del governo norvegese. In seguito Breivik si sposta sulla piccola isola di Utoya, dove in quel momento si stava tenendo un campus estivo di giovani laburisti. Sarà un massacro dove solo in pochi riusciranno a sopravvivere.

22 July: le nostre impressioni a Venezia75

Basato sul libro Uno di noi di Åsne Seierstad, Paul Greengrass in 22 July racconta i tragici fatti che hanno portato un uomo freddo e lucido come Anders Breivik a compiere una strage terroristica che tutt’oggi è ancora una ferita aperta per la Norvegia. Il regista della saga di Jason Bourne arriva per la prima volta in Concorso a Venezia con un dramma puro che non lesina scene angoscianti e ad alta tensione. Greengrass è un maestro del cinema d’azione e la prima mezzora del film, tutta incentrata sull’attacco, è diretta in maniera precisa e impeccabile, con una fluidità della narrazione che non lascia un attimo di tregua allo spettatore.

22 JulyLa strage computa da Breivik (dichiaratosi, una volta catturato, Cavaliere Templare) ha corroso in quei giorni in maniera notevole l’ideale di convivenza pacifica tra persone di varie nazionalità in Norvegia, un paese che non pensava neanche lontanamente di vivere un orrore del genere. I giovani laburisti sterminati nel campus di Utoya immaginavano un futuro diverso, fatto di integrazione e solidarietà tra i popoli. Neanche quel Mostro, arrivato a sconquassare questo ideale di democrazia e attaccando la politica messa in atto dal governo norvegese, è riuscito però a cambiare le opinioni di larga parte del paese, che ha proseguito con convinzione la discussione sul multiculturalismo tanta cara ai giovani che persero la vita.

Paul Greengrass in 22 July, dopo averci portato sul luogo delle stragi, procede su due binari separati che solo nel finale si allineeranno nuovamente. Da una parte seguiamo le fasi dell’arresto, i surreali interrogatori e il processo a Anders Brievik; dall’altra Greengrass pone l’attenzione su uno dei sopravvissuti alla strage di Utoya, il giovane Viljar, rimasto gravemente ferito dai colpi sparati da Brievik. Operato d’urgenza, Viljar affronterà una lenta e dolorosa riabilitazione che, con grande volontà d’animo, lo porterà in quell’aula di tribunale, nuovamente davanti a quel freddo e maniacale assassino. Purtroppo, in entrambi i casi Greengrass non riesce ad essere convincente come lo è nel girare le scene più movimentate e piene d’azione. Lo sguardo che pone sul ritorno alla vita di Viljar e sulla famiglia che cerca in ogni modo di aiutarlo in un momento così difficile, risulta cadere il più delle volte nel pietismo più spicciolo, appiattendo pesantemente la seconda metà del film. Neanche la parte legal del film, che Greengrass fotografa con uno sguardo quasi documentaristico, risulta pienamente convincente.

22 July

Valutazione globale - 5

5

Cede al facile pietosismo

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22 July: dichiarazioni e curiosità

22 JulyCosì Paul Greengrass si è espresso su 22 July: “Il cinema include forme e soggetti diversi, ma ha sempre per tema la nostra umanità. Può mostrarci amore e meraviglia, trovare verità e bellezza nei momenti privati più minuti o intrattenerci con lo spettacolo magnifico di mondi immaginari. Qualche volta, però, il cinema deve guardare con coraggio e risolutezza il mondo così com’è, come si muove, dove va e come possiamo affrontarlo. Sono partito da questa idea per raccontare la storia della reazione norvegese all’attacco terrorista di destra del 22 luglio 2011.

Il film sarà disponibile in tutto il mondo su Netflix dal 10 ottobre.

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About Daniele Marseglia

Ricordo come se fosse oggi la prima volta che misi piede in una sala cinematografica. Era il 1993, film: Jurrasic Park. Da quel momento non ne sono più uscito. Il cinema è la mia droga.

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