Dopo una lunga attesa, alimentata ancor più dalla calda accoglienza che ha ricevuto al suo debutto al Comic-Con, il primo episodio di Mr. Mercedes è approdato sugli schermi il 9 agosto. Prodotta e trasmessa dal canale via cavo americano Audience, la serie si basa sull’omonimo romanzo di Stephen King, che ci ha regalato un altro grande classico del genere mystery nell’anno 2014. Unendo insieme alla componente misteriosa il filone del thriller, King ha ideato una storia che si presenta da subito complessa e ricca di risvolti inquietanti, che risultano tristemente noti ai più poiché avvicinabili ai tragici eventi avvenuti nelle settimane passate negli Stati Uniti.
La brutalità e la sfida in Mr. Mercedes

Hodges e il killer sembrano gettare le basi per quella che sembra essere una battaglia, ma non solo. Per l’ex detective sembra essere un riscatto, per l’assassino non è nient’altro che un elemento che rende il suo operato criminoso ancora più intrigante.
Un episodio dai toni inquietanti e morbosi
Il pilot di Mr. Mercedes sembra adempiere al meglio il suo compito: presentare la situazione di partenza, l’elemento scatenante, i personaggi coinvolti. Soprattutto circa quest’ultimi, c’è da dire che di loro viene accennato con alcune scene ciò che li ha resi quelli che sono, facendo pensare che ci sia molto altro al di sotto. 
Per quanto riguarda Bill, si fa cenno ad una donna misteriosa che a volte va a trovare, con cui parla di tanto in tanto, oltre a questo di lui si sa solo che dopo 36 anni di onorato servizio si è ritirato dal lavoro ed ora annega in una pozza di solitudine e noia. L’unico elemento che sembra alleggerire per un momento i toni cupi di questo primo episodio di Mr. Mercedes è la presenza della vicina di casa del burbero ex-detective, Ida, che rallegra le sue giornate ficcando il naso ovunque e facendo proposte indecenti.
Un ritmo sincopato e di effetto
La narrazione dell’episodio è senza ombra di dubbio gestita sapientemente sia sotto il punto di vista più prettamente tecnico che interpretativo. L’alternanza fra inquadrature più ampie e close-up sui volti dei protagonisti, su alcuni dettagli, uniti alla recitazione degli attori lasciano lo spettatore legato allo schermo. 
Grande tocco in pieno stile King è il dettaglio della maschera da clown, figura che al momento sembra andare molto di moda (vedi la prossima stagione di American Horror Story: Cult o il remake del grande classico sempre basato sull’opera di King It). Che sia un simbolo più o meno bistrattato e sfruttato all’inverosimile, sono certa che susciti in una gran fetta di spettatori il terrore puro… ed io faccio parte di quella fetta di pubblico.
Gleeson e Treadaway: quando un ruolo di calza a pennello
Nel vedere i due personaggi, Bill e Barry, in azione sullo schermo, ho pensato che difficilmente avrei visto volentieri altri attori nei panni del detective e dell’assassino. Che il ruolo sia stato ottenuto poiché scelta diretta, come nel caso di Gleeson, che sia stato ottenuto casualmente come nel caso di Treadaway, che è subentrato al collega defunto Anton Yelchin, i due attori sembrano nati per i ruoli che interpretano. 
Insomma, sembra che ci siano tutti i buoni presupposti affinché Mr. Mercedes risulti uno show interessante, intrigante, con quel misto vincente di scene al cardiopalma e attimi ironici, il tutto condito dal volto d’angelo di Harry Treadaway/Barry, che con quegli occhi color del ghiaccio non poteva che interpretare uno psicopatico.
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Mr. Mercedes - pilot
Valutazione globale
misterioso ed inquietante
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