Lionheart è disponibile su Netflix dal 4 gennaio, ed è il primo film nigeriano distribuito dalla piattaforma streaming. La pellicola è diretta e interpretata dall’attrice Genevieve Nnaji.
Lionheart: sinossi
Adaeze (Nnaji) è una giovane donna che affianca il padre Ernest Obiagu (Pete Edochie) nella gestione della compagnia di autobus Lionheart Transports. Quando l’anziano genitore è costretto a defilarsi per problemi di salute, la conduzione dell’azienda passa nelle mani del fratello di Ernest, Chief Godwill (Nkem Owoh). Adaeze è molto delusa da questa decisione e si mette in testa di dimostrare alla famiglia di essere in grado di gestire da sola l’attività. Quando però scopre che la società è piena di debiti e sull’orlo della bancarotta, Adaeze si riavvicinerà allora allo zio nel tentativo di salvarla.
Lionheart: le nostre impressioni
Genevieve Nnaji raccoglie una sceneggiatura a cinque mani, per raccontare una storia semplice e lineare, che tuttavia ruota attorno a due macro temi. Il primo è senza dubbio l’affermazione individuale della protagonista in un ambiente dominato esclusivamente dagli uomini. Il secondo riguarda il passaggio di testimone, o meglio il desiderio – che diventa necessità nel prosieguo della storia – di dimostrarsi all’altezza delle aspettative che la famiglia ripone in lei – in primis il padre – e fare di tutto per non deluderli. Fare di tutto, sì, ma senza mai scendere a compromessi, e senza mai mettere sul piatto della bilancia la propria dignità e integrità di donna. Questo fa di Aezebe un personaggio genuino e coraggioso, quasi il riflesso del nome che porta la compagnia di autobus, e che dà il titolo al film.

Ma se da un lato la semplicità e la leggerezza della narrazione rendono Lionheart godibile per la sua intera durata (poco più di un’ora e mezza), dall’altro il film regala poche emozioni, poiché la tensione drammatica tende a rimanere sempre uguale a sé stessa e non arriva mai quel momento forte di stupore o di esitazione che in certi punti, specialmente verso il finale, la storia richiederebbe. Colpa probabilmente di una sceneggiatura meno coraggiosa della sua protagonista.
Lionheart
Valutazione globale - 6 - 6
6
Ben confezionato, ma con pochi sussulti
Lionheart: giudizio in sintesi
Il primo film nigeriano prodotto da Netflix presenta diversi chiaroscuri e qualche imperfezione. Ha sicuramente il merito di raccontare una storia che mette in risalto temi importanti come i valori etici e l’importanza dei rapporti famigliari – specialmente tra padre e figlia – prima ancora di quelli professionali. Ma si limita a svolgere il “compitino”, rimanendo confinato nello spazio di una sceneggiatura a volte un po’ troppo semplicistica. Peccato, perché una maggiore complessità e ricercatezza avrebbero sicuramente stuzzicato di più la curiosità e l’attenzione dello spettatore. Ciò non toglie che l’opera prima di Genevieve Nnaji rimane comunque un prodotto piacevole.
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Lionheart: giudizio in sintesi