- scheda e trailer
- recensione
DATA USCITA: 23 marzo 2017
GENERE: Fantascienza
REGIA: Daniel Espinosa
ATTORI: Jake Gyllenhaal, Rebecca Ferguson, Ryan Reynolds, Hiroyuki Sanada, Naoko Mori, Olga Dihovichnaya
NAZIONALITÁ: Stati Uniti
DURATA: 103′
DISTRIBUITO DA: Warner Bros.
Trama: Il film racconta la storia dell’equipaggio di una stazione spaziale internazionale in procinto di fare una delle scoperte più importanti della storia: raccogliere la prima prova di una vita terrestre su Marte. Quando l’equipaggio inizia a svolgere le prime ricerche sul campione, capirà di trovarsi di fronte una forma di vita più intelligente del previsto.
Nell’ultimo periodo il genere sci-fi al cinema ha avuto prestazioni altalenanti. Se da una parte Arrival ha saputo tenere alta la bandiera di un filone che ha precedenti illustri, dall’altra non si può dire la stessa cosa del pessimo Passengers con la coppia Lawrence-Pratt. A pochi mesi di distanza dal film di Villeneuve ecco sbarcare nelle sale Life – Non oltrepassare il limite che vanta un cast di tutto rispetto che vede protagonisti Jake Gyllenhaal, Ryan Reynolds e la giovane e promettente Rebecca Ferguson. A dirigere lo svedese di origine cilena trapiantato ad Hollywood Daniel Espinosa.
La trama di Life – Non oltrepassare il limite

Lotta per la sopravvivenza
Life – Non oltrepassare il limite, fin dal suo titolo, vede al centro di tutto il concetto di Vita, che è un po’ il minimo comun denominatore dei film ambientanti nello spazio, quasi a voler dire che lì, lontano milioni di chilometri dalla propria esistenza terrestre, la vita acquisti un valore ancora più forte, ancora più marcato e importante. Vita nell’accezione di sopravvivenza, perché non importa sei sei un essere umano o un organismo letale proveniente da altre pianeti. Il fine ultimo, per tutti, è la sopravvivenza. L’ottimo piano sequenza iniziale, che è solo il primo di diversi rimandi a Gravity di Cuaron, ci introduce all’interno della stazione spaziale e Espinosa non perde tempo ad entrare fin da subito nel vivo dell’azione, portandoci a seguire passo dopo passo, giorno dopo giorno lo studio di Calvin. Lo studio di una forma apparentemente inerme che prende vita fino a diventare uno spietato killer.
Vincente sul piano etico-morale e su quello del puro intrattenimento

Niente di nuovo ma…
Espinosa, nella messa in scena, si prende forse qualche libertà di troppo come la mal riuscita soggettiva di Calvin o il creare situazioni che portano gli astronauti a commettere errori evitabili. A questo si aggiunge anche che Life – Non oltrepassare il limite non aggiunge niente di nuovo al genere fantascienza. I suoi non troppo velati riferimenti a Alien (uno dei capostipiti del genere insieme al 2001 di Kubrick), fin dalle fattezze di Calvin, sono lì a dimostrare che è difficile scardinarsi da certi film ed esplorare territori ancora inediti e non visti (Gravity, in quel senso, un passo in avanti lo avevo fatto). Tutto questo, però, toglie poco o niente al film di Espinosa che regala fino alle sue ultime battute un twist finale molto interessante e ben congegnato.
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Life - Non oltrepassare il limite
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