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La villa

La villa: impressioni e commenti da Venezia 74

La sinossi

Un anziano padre, che vive in una villa in una baia vicino Marsiglia, viene colto da un malore mentre sta cercando di spegnere una sigaretta. L’avvenimento sarà l’occasione per i tre figli di riflettere sul proprio passato ed il proprio presente. Mentre ognuno si trova a fare i conti con la propria storia, l’attualità irromperà sulla scena e sarà un’ulteriore occasione per interrogarsi sul senso della propria esistenza.

La villa e i valori del passato

La villa si inserisce e completa, quasi a tirarne un bilancio provvisorio, nella filmografia di Robert Guédiguain. Quello del regista francese è sicuramente un cinema politico e La villa non fa eccezione. E’ un’opera che si lega ad un altro suo film di metà anni Ottanta, Ki lo sa?, e che vuole trarre le conclusioni su quella generazione cLa villaosì carica di aspettative e speranze. Il legame fra i due film non è solo spirituale ed accennato, bensì esplicito e manifesto tanto da essere presente un inserto tratto da Ki lo sa? che viene utilizzato per mostrare i protagonisti da giovani.

I tre figli rappresentano le espressioni di un certo tipo di sinistra che Guédiguain ama raccontare: Angèle, l’artista impegnata che recita Brecht a teatro; Joseph, l’intellettuale che si sente operaio nell’anima; Armand che ha fatto una vita di rinunce pur di portare avanti gli ideali del padre. La villa si interroga sulle conquiste ed i fallimenti di una generazione e di un ideale guardando con nostalgia ad un passato che è allo stesso tempo vicino e lontano dove, si lascia intendere, i valori erano più semplici, le persone più genuine e meno avide. L’arrivo dirompente dell’attualità, tre ragazzini rifugiati, porterà i tre fratelli ad interrogarsi a fondo sulla strada che hanno intrapreso che, pare evidente, li sta avvicinando verso il baratro del fallimento umano.

Se il film rispecchia le aspettative per quanto riguarda il tema e lo stile asciutto e pulito di Guédiguain, è sicuramente troppo carico di spunti che rimangono inespressi. Molti riferimenti sono solo accennati ed inseriti solo per completare l’allegoria politica, come la scena dell’arrivo di un motoscafo di ricchi nel porticciolo o alcuni momenti con il pescatore colto Benjamin.  Tutto questo fa risultare la trama a tratti superficiale, oltre a togliere il ritmo della narrazione ad un racconto che, visivamente e concettualmente, poteva essere interessante. I dialoghi sono lunghi e troppo aulici, forzati anche in presenza di un cast ben rodato e di una Ariane Ascaride, peraltro anche moglie del regista, misurata e brava come di consueto.

La Villa

Valutazione globale

Nostalgico ma superficiale

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Dichiarazioni da Venezia 74

Nel corso della conferenza stampa il regista Robert Guédiguain ha spiegato come i suoi protagonisti si trovino in un momento della loro vita in cui hanno la consapevolezza del tempo che passa e del mondo che sta cambiando e questo li porta a riconsiderare la propria vita e scegliere se continuare a vestire i propri panni o apportare dei cambiamenti.La villa

A riguardo dell’inserimento dei rifugiati all’interno della trama ha dichiarato che, esagerando, è impossibile oggi fare un film senza affrontare la questione dei rifugiati, in quanto è un argomento ormai quotidiano nelle nostre vite. Anche la parola utilizzata nel film per descriverli, “rifugiati”, non è stata scelta casualmente, perché non è importante il motivo per il quale si trovano a migrare quanto il fatto che siano accomunati dalla ricerca appunti di un rifugio, un posto sicuro sulla Terra.

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About Mirko Ballone

Classe 1986, mi interesso a tutto quanto ruoti intorno alla comunicazione ed al raccontar storie. Mi appassiono giovanissimo alla fotografia e da lì alla settima arte il passo è breve. Rimango folgorato da Hitchcock, Kubrick, la Nuovelle Vague e dai grandi del cinema italiano; da allora non riesco più a fare a meno di sognare davanti ad un grande schermo. I viaggi, il cinema, le serie tv, i buoni libri e la buona tavola occupano la maggior parte della mia giornata, nei ritagli di tempo cerco di vivere.

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