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Harry Potter

Harry Potter e la maledizione dell’erede: la recensione

Harry PotterTitolo: Harry Potter e la maledizione dell’erede

Autori: J.K. Rowling, John Tiffany e Jack Thorne

Edizione italiana: Salani

pagine: 368 – prezzo: 19.80€


Harry Potter e la maledizione dell’erede: 19 anni dopo

Our journey has only just begun.

Sono passati 19 anni, Harry, Ron e Hermione sono quarantenni. Li ritroviamo a lavorare al Ministero della Magia e nel negozio di scherzi a Hogsmeade. A Hogwarts, invece, ritroviamo i figli dei nostri eroi. La maledizione dell’erede si concentra proprio su Albus Severus, il più giovane dei Potter, timido ed introverso, spaventato dalla fama del padre e con un rapporto più che conflittuale con Hogwarts. Albus trova però un’ancora di salvezza nell’amico Scorpius, figlio di Draco Malfoy, uno dei personaggi migliori usciti dalla penna di J.K. Rowling. Harry Potter e la maledizione dell’erede è una storia sul cambiamento, sulla crescita e sull’amicizia, temi che la saga ha sempre affrontato al meglio. Noi di Intrattenimento l’abbiamo letto in lingua originale ed abbiamo assistito all’evento di uscita in Inghilterra. Cercheremo quindi di considerare i diversi fattori che fanno di Harry Potter il libro evento per eccellenza.

Harry Potter e la maledizione dell’erede: lo spettacolo teatrale e l’evento

In primo luoHarry Pottergo dobbiamo considerare il format del nuovo libro: si tratta, infatti, di una sceneggiatura coincidente con l’uscita dello spettacolo in due atti co-scritto da J.K. Rowling, Jack Thorne e John Tiffany. Per mesi le librerie di tutto il Regno Unito hanno organizzato eventi capaci di attirare grandi e piccoli nella magia dell’universo di Harry Potter, da sempre capace di instaurare l’amore per la lettura in tutti i suoi fan.

I libri, in tutte le loro sfaccettature, sono parte integrante dell’universo di Harry Potter, dalla passione di Hermione per le letture accademiche come Storia della Magia, alla curiosità di Harry per la sezione proibita della biblioteca di Hogwarts, ai ricordi d’infanzia di Ron legati a Le fiabe di Beda il Bardo. J.K. Rowling ha sempre utilizzato la letteratura per formare i propri personaggi ed iniziare le loro avventure.

Nonostante diverse critiche rivolte al format del libro, Harry Potter e la maledizione dell’erede segna un passaggio importante nell’apprezzare la scrittura in diverse forme, rendendo accessibile ed interessante anche il format dello script.

Harry Potter e la maledizione dell’erede: il conflitto generazionale

We cannot protect the young from harm. Pain must and will come.

Il conflittHarry Pottero generazionale ha sempre giocato un ruolo fondamentale nella crescita di Harry, che ha attraversato tutte le fasi della ribellione adolescenziale con figure paterne surrogate da Silente a Piton, da Hagrid a Sirius Black e Lupin. Albus è, invece, nato e cresciuto in una famiglia completa, sentendosi comunque fuori posto. Questa dinamica di conflitto tra i personaggi è uno dei meccanismi narrativi meglio riusciti di Harry potter e la maledizione dell’erede. Lo script riflette con successo sulle relazioni tra genitori e figli, amici, mentori e sulla linea sottile tra rimanere immobili e rivangare il passato ed andare oltre.

Harry Potter e la maledizione dell’erede: l’amicizia resta l’incantesimo più forte

That’s the thing, isn’t it? About friendships. You don’t know what he needs. You only know he needs it.

Harry PotterHarry Potter ci ha insegnato a credere nell’amicizia come incantesimo contro il male e La maledizione dell’erede non tradisce la tradizione potteriana. Albus e Scorpius non sono i nuovi Harry e Ron, sono qualcosa di nuovo, sono il cambiamento che fa sì che questa storia non sia l’ottavo libro di Harry Potter, ma qualcosa di diverso, perché: “Il mondo cambia e noi cambiamo con esso.”

Harry Potter e la maledizione dell’erede: personaggi problematici e viaggi nel tempo

La maledizione dell’erede ha però anche tanti difetti, che potrebbero rivelarsi pregi solamente durante la visione dello spettacolo. In una storia così concentrata sul lasciarsi il passato alle spalle, l’utilizzo eccessivo del viaggio nel tempo diventa una banale scusa narrativa per rivisitare un passato che non si può cambiare, creando una grande differenza qualitativa rispetto ai lavori precedenti. Un’altra delusione è stata nello sviluppo adulto dei personaggi storici, amati proprio perché a tutto tondo. La maledizione dell’erede, purtroppo, si concentra sui nuovi personaggi sacrificando tanto del nostro amato trio e del mondo di Hogwarts.

Detto ciò, l’uscita dello script ed il suo effetto sul pubblico vanno capiti in relazione a quel contesto potteriano che spinge i genitori ad accompagnare i figli ai book launch di mezzanotte, credendo con loro in quella magia, che tra pregi e difetti, non smette comunque di incantare.

Thank you for being my light in the darkness.

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