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Dopo l'amore

Dopo l’amore: recensione del film con Bérénice Bejo e Cédric Kahn

Dopo l’amore, il cui titolo originale è L’economie du couple (e il riferimento all’omeostasi, parte del concetto di economia, appare pienamente comprensibile uscendo dalla sala), è il settimo film del regista belga Joaquim Lafosse, classe 1975, già premiato nel 2015 al Festival di cinema di San Sebastian come miglior regista e vincitore nel 2011 di quattro premi Magritte, concorso istituito dall’Academie Andre Dèlvaux e riservato ai cineasti belga.

Dopo l’amore: la trama

Dopo l'amoreLa storia raccontata in Dopo l’amore vede una coppia giovane ma di lunga militanza, Boris e Marie (si capisce ad un certo punto che si sono sposati nel 2000), che hanno anche due figlie piccole, dover gestire la crisi e la messa in discussione del loro rapporto, obbligati alla convivenza dall’impossibilità di Boris, che trai due è quello con meno risorse economiche, di procurarsi a breve un alloggio alternativo. Nel tentativo di gestire la situazione Marie, che pare di capire sia quella più motivata alla separazione, decide di imporre al marito giorni e orari nei quali lui può vedere le figlie, ma non riesce però a evitare momenti in cui entrambi sono presenti al loro cospetto.

Toni leggeri e poetici

Il tono leggero e poetico col quale Lafosse segue la disgregazione della storia d’amore tra Boris e Marie è apprezzabile, così come l’alternanza di momenti tesi, di tristezza e di improvvisi e fugaci riavvicinamenti, quasi tutti alla presenza delle due figlie che devono quindi costruirsi, con la mediazione dei genitori, una normalità a partire da questa situazione precaria.

Un film taglio minimalista e chirurgico

Il regista trova un registro minimalista e a volte quasi chirurgico nel lasciare la tensione solo accennata e poi interromperla, ad esempio con uno stacco di montaggio, prima di arrivare al culmine, sia essa negativa o positiva, quando si tocca con mano la difficoltà della coppia di lasciarsi davvero e prevale la voglia di riavvicinarsi. Non pare infatti di registrare mai un momento di autocompiacimento nella rappresentazione del risvolto drammatico della situazione né viceversa nelle fasi in cui il lieto fine potrebbe far capolino all’orizzonte, e questo è un merito del film. Anche perché nonostante questo passa con forza dallo schermo tutta la congerie di emozioni e sentimenti in gioco in una coppia con figli che si lascia dopo un lunga, e ci pare di capire da alcuni accenni bella relazione.

Scene emozionanti e bellissime

Dopo l'amoreMolto emozionante è infatti la dinamica che vede i due protagonisti essere uniti nello stesso momento in cui emerge anche la pesante frattura che li separa, e ciò si palesa in almeno un paio di scene del film, non a caso le più intense. Bellissima in particolare una delle due, appena prima del finale, da non svelare per non compromettere l’interesse di chi deve ancora vedere Dopo l’amore. Si può comunque dire che il cambio di fotografia, introdotto dal fatto che per la prima e unica volta la scena si svolge in esterni, è magistrale, così come il cambio di tono che condensa a un certo punto in un’unica inquadratura i due momenti centripeto e centrifugo della relazione di Marie e Boris, alla costante presenza delle figlie.

Promossi anche i due protagonisti

Le interpretazioni dei due attori protagonisti Cedric Kahn e Berenice Bejo non spiccano, Lafosse ha richiesto loro una recitazione naturalistica, quasi trattenuta, in linea con lo stile del film, sembra funzionale infatti che non ci si debba concentrare su di loro, quanto sulla dinamica corale della famiglia ritratta.

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Valutazione globale

Dopo l'amore

Poetico e trattenuto

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About Tommaso Perissi

Scopre la magia del cinema d'autore verso la fine degli anni 90 grazie ad una videoteca vicino alla stazione di santa maria novella che offre titoli ancora in vhs...poi frequenta saltuariamente vari cineforum in giro per la città

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