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Best of 2016: le 10 (più qualcuna) serie TV migliori dell’anno

Fare classifiche, soprattutto i Best of, è sempre complicato ed è un giochino rischioso. Nel campo artistico il giudizio è sempre estremamente soggettivo (a meno che ad uno non piaccia Vacanze di Natale a Londra, no, quello è oggettivamente una cagata) e quindi difficilmente una persona sarà d’accordo al cento per cento col giudizio di un’altra, anzi, spesso e volentieri si troverà a pensare “ma come è possibile non aver considerato questa cosa” o “com’è possibile aver inserito questa”. Ecco, prendetelo per quello che è, un gioco, una riflessione personale, che vuole essere anche uno spunto, se possibile, per incentivare qualcuno a recuperare qualche show (molti sono alla prima stagione) e passarsi delle buone feste seriali.

Liberi di non concordare, quindi, questa è la mia classifica del Best of 2016 seriale.

american-crime-story poster10° American Crime Story

Network orignale: Fx
Network italiano: Fox Crime

Una delle serie rivelazione di quest’anno, amata soprattutto in America, Paese nel quale la tematica è sentita molto di più, visto il battage del processo O.J. Simpson, ma apprezzata anche oltre Oceano, da noi, vista la indiscussa qualità del cast e la realizzazione di livello. La serie inoltre a riportato nuovamente in auge, dal punto di vista qualitativo, visto che da quello commerciale non ne è mai uscito, il nome di Ryan Murphy che negli ultimi anni non aveva eccelso per contenuti nelle sue serie più recenti.

Per chi ama le serie monografiche con grandi nomi

the get down9° The Get Down

Network orignale: Netflix
Network italiano: Netflix

Probabilmente non è stata un successo a livello di visualizzazioni, ma la prima incursione di Luhrmann nella serialità televisiva va premiata, per la sua riconfermata capacità nel costruire storie che, seppur di nicchia come il suo pubblico, sono confezionate alla perfezione e l’uso della musica è fenomenale, a differenza di tante serie uscite nel corso dell’anno nelle quali la musica era solo una scusa (Vinyl, Roadies), qui è parte integrante del racconto. E soprattutto c’è un racconto, rispetto ad altre serie. I personaggi sono caratteristici del modo di raccontare del regista, le interpretazioni sono ottime.

Per chi ama il racconto onirico, delicato e musicale di Luhrmann

the night of8° The Night of

Network orignale: HBO
Network italiano: Sky Atlantic HD

Serie dalla nascita travagliata e per molti versi dura da seguire, sia per il ritmo un po’ troppo blando nella parte centrale, sia per la crudezza con cui vengono affrontati certi temi. Ma quest’ultima caratteristica è anche un pregio che lo show gioca ottimamente. Lo spettatore è coinvolto, i personaggi creano molta empatia e la parte mistery è ben calibrata e fa avanzare allo spettatore diverse teorie, legandolo a doppio filo alla visione dello spettacolo.

Per chi ama gli show introspettivi e crudi, con rimandi all’attuale

The Crown7° The Crown

Network orignale: Netflix
Network italiano: Netflix

La regina c’è, chiaramente, non poteva esimersi. The Crown è una serie biografica, che, nel suo insieme, abbraccerà grande parte del 900, dal secondo dopoguerra in poi, ma è anche una serie molto intima che parla della sfera personale di una persona che, per ruolo, deve rinunciare a molto di quella sfera. Lo show fa egregiamente entrambe le cose, toccando i temi e le corde giuste, con interpretazioni forti, sia di ottimi attori come Lithgowh, sia di meno noti come Claire Foy.

Per chi ama la Storia con la S maiuscola, mischiata alla storia, con la minuscola

6° 3%

Network orignale: Netflix
Network italiano: Netflix

Prima incursione tra il grande pubblico della serialità televisiva brasiliana (che non sia una telenovela) e questo prodotto di fantascienza distopico è molto convincente e ben fatto. I budget non sono quelli delle produzioni strettamente americane, ma le idee sono giuste e la serie racconta un tema forse abusato con un linguaggio suo e originale. Accattivante e con un ritmo elevato che tiene incollati allo schermo e facilita il binge watching estremo.

Per chi ha sempre voglia di futuri distopici

About Andrea Sartor

Cresciuto a pane (ok, anche qualche merendina tipo girella o tegolino... you know what I mean... ) e telefilm stupidi degli anni 80 e 90, il mondo gli cambia con Milch, Weiner, Gilligan, Moffat, Sorkin, Simon e Winter. Ha pianto davanti agli uffici dell'HBO. Sogno nel cassetto: pilotare un Viper biposto con Kara Starbuck Thrace e uscire con Number Six (una a caso, naturalmente). Nutre un profondo rispetto per i ragazzi e le ragazze che lavorano duramente per preparare gli impagabili sottotitoli. Grazie ragazzi, siete splendidi

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