Home / Recensioni / Piccole Donne: recensione del nuovo adattamento televisivo della BBC
Piccole Donne

Piccole Donne: recensione del nuovo adattamento televisivo della BBC

La BBC ha proposto questo Natale un nuovo adattamento di uno dei grandi classici della letteratura americana, ossia Piccole Donne (Little Women) di Louisa May Alcott. La miniserie in tre episodi ripercorre le avventure e il percorso di crescita dall’infanzia all’età adulta delle quattro sorelle March: Meg, Jo, Beth e Amy.

La serie, distribuita in Inghilterra da BBC One e in America da Masterpiece, è un appuntamento immancabile per tutti coloro che di Piccole Donne conservano indelebile nei cassetti della memoria il ricordo “delle quattro sorelle intente a sferruzzare nella stanza dai mobili vecchi e comodi” e della loro sfida a diventare piccole, grandi donne.

Piccole donne: Sinossi

Piccole DonneSiamo negli anni della Guerre di Secessione Americana, la famiglia March si ritrova privata del suo capofamiglia, quando il padre è costretto a partire per il fronte, lasciando sole moglie e le quattro giovani figlie: Meg, Jo, Beth e Amy. La famiglia March non naviga in acque agiate ma ciò non impedisce loro di dedicarsi agli altri e di crescere con valori sani. Tra piccole gioie e alcuni sacrifici, le quattro sorelle, ognuna con il proprio carattere e le proprie inclinazioni, si preparano a crescere e a diventare delle donne adulte e responsabili, che la vita metterà più volte alla prova. Meg, la maggiore, pacata e riflessiva, troverà l’amore nel Signor Brooke, istitutore del vicino di casa, Jo, la più battagliera e volitiva, non abbandonerà mai il proprio sogno di essere una scrittrice, Beth, timida e fragile, sarà colpita dalla scarlattina che ne minerà per sempre la salute e infine Amy, la più piccola, vanitosa e frivola, saprà anche lei maturare e rivelare la parte migliore di sé.

Piccole Donne: le nostre impressioni

L’adattamento per il piccolo schermo realizzato dalla BBC di uno dei classici della letteratura americana, quale è oramai il romanzo della Alcott, non è stata di certo una sfida facile. In primis è sempre un azzardo trasporre in immagini un romanzo tanto amato e tanto conosciuto dal pubblico, in secundis è ancora più rischioso farlo quando gli adattamenti cinematografici della storia sono già stati innumerevoli, a maggior ragione se nel cast spiccano i nomi di Katharine Hepburn, Liz Taylor o Susan Sarandon e Winona Ryder.

Piccole Donne

Ma cerchiamo di mettere in luce alcune delle novità di questa miniserie. Innanzitutto partiamo dalle attrici che interpretano le quattro sorelle March. La scelta è caduta su nomi di giovani per lo più esordienti o poco note al grande pubblico, ma che non deludono le aspettative, rivelandosi capaci di dare spessore alle personalità dei loro personaggi. Tuttavia la loro età è maggiore di quella indicata dalla Alcott nel romanzo, il che talvolta stride con alcuni litigi e accapigliamenti (ad esempio il gesto di Emy di buttare il romanzo di Jo nel fuoco per dispetto) che non sempre risultano comprensibili in quelle che non sono più delle bambine.

Ma a parte questo piccolo appunto, il cast convince. Willa Fitzgerald, nei panni di Meg, sa conferirle quella dolcezza e assennatezza che contraddistingue la più grande delle sorelle March. Annes Elwy, nel ruolo della timida Beth, è perfetta con il suo volto pieno di efelidi e quello sguardo tenero e sognatore. Maya Hawke, figlia di Uma Thurman e Ethan Hawke, qui al suo debutto, è invece Jo. La sua interpretazione parte in sordina, attestandosi su note del tutto diverse rispetto all’esuberanza di Winona Ryder nel film del 1994, ma poi si evolve, rivelandoci la personalità battagliera della più anticonformista delle sorelle March. Infine, nel ruolo della piccola Amy, l’attrice Kathryn Newton (Big Little Lies), anche lei credibile nei panni della più capricciosa e vanitosa delle ragazze March.

Meno significativo lo spazio ritagliato al personaggio di Laurie, interpretato dall’attore Jonah Hauer – King. Spalla e cassa di risonanza di Jo, risulta poco approfondito nelle sue dinamiche interiori e decisamente meno efficace del Laurie portato sul grande schermo da Christian Bale. Nel difficile compito di traghettare dall’infanzia all’età adulta le quattro sorelle March ci sono poi la madre, interpretata da un’ intensa Emily Watson e il vicino di casa, Mr. Lawrence, impersonato da un altro nome di spicco quale quello di Michael Gambon (Abus Silente nella saga di Harry Potter), lasciato un po’ in ombra dallo scarso minutaggio riservato al suo personaggio.

Troppo ridotto anche il minutaggio riservato a un altro nome di rilievo del cast, quello di Angela Lansbury (la celeberrima Signora in giallo), qui nei panni della scorbutica Zia March, per la quale ci si sarebbe aspettato un risalto diverso. Nel complesso il cast funziona e si amalgama bene, senza che nessun personaggio prevarichi sull’altro, risultando funzionale al progredire della vicenda.

Piccole Donne

Troppo manicheo il confronto tra pregi e virtù che caratterizzano le quattro sorelle, elemento che fa perdere di naturalezza e spontaneità alcuni passaggi della storia. Bisogna anche dire che la serie riunisce in un tempo relativamente breve i due libri della Alcott, Piccole Donne e Piccole Donne Crescono, il che ha imposto, nell’arco delle tre puntate, diversi tagli sulla sceneggiatura. Se alcuni degli episodi salienti sono stati mantenuti, la mancanza di altri particolari toglie tuttavia parte di quella intima familiarità che caratterizza il libro e ne costituisce uno dei tratti distintivi.

Apprezzabile invece la scelta di dare uno spazio maggiore al finale della storia, almeno rispetto a quanto accade nel film del 1994. Se lì la storia si concludeva con Jo che riconosce il suo amore per il professore Fritz, qui abbiamo modo di gettare uno sguardo ulteriori sulle piccole donne diventate grandi e su quello che il futuro le ha riservato. Le piccole donne sono diventate grandi, ma non per questo meno legate alla famiglia o ai sentimenti che fin da piccole le univa intorno al camino mentre fuori cadeva soffice neve.

La parte più riuscita della serie è la cura per la messinscena. In perfetto stile BBC, la ricostruzione degli interni è impeccabile ed esteticamente curata, accordandosi bene con dei costumi altrettanto studiati e pregevoli nelle fatture.

Piccole Donne

Valutazione globale - 7

7

Serie godibile

User Rating: 4.83 ( 2 votes)

Piccole Donne: un giudizio in sintesi

Piccole DonnePiccole Donne della BBC è una miniserie drama concepita per innovare senza stravolgere la storia della Alcott e degli innumerevoli adattamenti che ne sono stati fatti. Potremmo dire che questa versione innova nella tradizione. Da un lato dà un tocco di freschezza alle sorelle March, a partire da Jo, restando, dall’altro, fedele a una delle storie più amate dalla letteratura per l’infanzia, capace di commuovere e toccare ancora oggi le corde più sensibili dell’animo umano. Nel complesso ne risulta un adattamento gradevole, godibile, esteticamente di alto livello, con performance attoriali quasi sempre convincenti che, nonostante qualche occasionale inciampo, non soffre più di tanto il confronto con illustri precedenti, dalle Piccole Donne di George Cukor con l’immensa Katharine Hepburn nei panni di Jo alla versione portata al cinema da Gillian Armstrong e Winona Ryder.

Per ogni notizia e aggiornamento sul mondo dello spettacolo, cinema, tv e libri, vi consigliamo di seguire la nostra pagina Facebook.

About Biancamaria Majorana

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *