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Madre!: la recensione del film di Darren Aronofsky con Jennifer Lawrence

ATTENZIONE – questa recensione di Madre! presenta numerosi SPOILER, se siete interessati alla versione spoiler free potete leggere qui le nostre impressioni dopo la visione in anteprima a Venezia 74.

La trama

Madre! è stato presentato in concorso alla Mostra del cinema di Venezia 74 ricevendo critiche contrastanti.

Una coppia con una certa disparità di età vive in una grande casa isolata distrutta in passato da un incendio. Lui è un poeta che, dopo un primo libro di grande successo, soffre del blocco dello scrittore; Lei si dedica anima e corpo a completare la ristrutturazione della casa in attesa di concepire un figlio.

L’arrivo di uno sconosciuto metterà in moto una serie di eventi che sconvolgeranno le loro vite e non solo.

L’allegoria principale di Madre!

Potremmo riassumere l’intera trama di Madre! in sole quattro parole dicendo semplicemente “la Bibbia secondo Aronofsky”.  Interessante da questo punto di vista è il fatto che il film in origine si sarebbe dovuto intitolare “Il sesto giorno”, il giorno in cui, secondo le Sacre Scritture, Dio creò tutti gli animali ed infine l’uomo.

L’allegoria, una volta compresa la chiave di lettura, risulta piuttosto esplicita. Javier Bardem, poeta amato per l’opera creata, è Dio, mentre Jennifer Lawrence la Madre, intesa come Madre Natura, Madre Terra e la Madre per eccellenza del mmadreondo Cristiano: Maria. E’ lei a prendersi cura di un microcosmo domestico dietro al quale si cela la Terra/Universo. Adottando tale interpretazione,  le vicende apparentemente inspiegabili che si susseguono acquistano un loro senso dal momento che rispecchiano i principali passaggi biblici.

Il primo ad irrompere nella sfera domestica è infatti il personaggio di Ed Harris (all’interno dell’interpretazione allegorica, Adamo), a cui segue quello di Michelle Pfeiffer (Eva), giunta non casualmente dopo un malessere improvviso del primo misterioso ospite, ferito all’altezza del costato. La cacciata dei due insolenti ospiti dal Paradiso avviene perché Michelle Pfeiffer-Eva manda in pezzi un cristallo prezioso (surrogato della biblica mela) custodito gelosamente nello studio di Bardem-Dio, che viene prontamente chiuso da quest’ultimo. Non a caso, in seguito alla perdita del peccato originale e alla cacciata dal Paradiso assistiamo alla scena di sesso tra Adamo ed Eva, cui segue una metaforica riproduzione della specie umana. E così via dicendo, in una serie di allegorici riferimenti molto chiari a posteriori: dall’arrivo dei figli che si uccidono a vicenda come Caino e Abele dà inizio alla crescita della popolazione fino al diluvio Universale.

Il Poeta Bardem scrive poi il secondo libro (come il Nuovo Testamento) e da lì in poi la metafora si fa più evidente e quasi didascalica: l’arrivo di nuovi fedeli; la creazione di una religione ed il rito del Battesimo; la nascita del figlio con tanto di doni portati in omaggio; la successiva consegna del figlio agli uomini che lo uccidono per incuria ed egoismo insito nella loro natura per poi omaggiarlo mangiandone il corpo.

Da lì è il Mondo che va avanti con eventi che diventano sempre più caotici ed assistiamo a rivolte, guerre e caos. Bella la rappresentazione delle Crociate, delle guerre di religione e la Santa Inquisizione con l’Editor del libro che uccide le persone che a suo insindacabile giudizio, per non meglio specificati motivi, ritiene imadrempure.

Tutta questa devastazione del mondo e della natura sfocia in un caos che ricorda i gironi danteschi e non può portare altro che alla ribellione della Madre Terra che decide di autodistruggersi pur di non continuare ad assistere a tale devastazione. L’unico barlume di speranza Aronofsky ce lo offre attraverso una costruzione circolare in cui il Dio-Bardem riprova nuovamente a costruire un mondo migliore dopo una conflagrazione universale, al termine della quale tutto può ricominciare di nuovo.

Oltre la metafora principale

Madre! Non è soltanto un film che racconta della Bibbia e di come gli uomini stiano distruggendo quanto creato ma si interroga anche sul concetto stesso di Dio e della sua perfezione che viene fortemente messa in discussione.

In Madre! vengono affrontati inoltre diversi temi strettamente legati all’attualità, in primis l’emergenza ecologica dei giorni nostri. Si  mostra come gli uomini non ascoltino i messaggi di disagio che proprio Madre Natura invia e come, rimanendo inascoltati, inevitabilmente, portino alla distruzione del pianeta. Emblematica in questo senso è la questione del lavandino non fissato alla parete con la Lawrence/Madre Natura che continua a lanciare avvertimenti che vengono minimizzati e ridicolizzati finché non avviene la rottura che porterà all’allagamento della casa/Terra.

Le migrazioni sono un altro argomento di stretta attualità ed è un tema che, seppur più accennato, resta sempre presente. Gli “ospiti” vagano da una stanza all’altra ma non possono far altro che restare nella casa. A questo riguardo le parole del Poeta Bardem alla richiesta di cacciare tutti gli estranei sono esplicative, rispondendo con un emblematico “e dove possono andare?”madre

Il bello di Madre! è il fatto di essere costruito in modo da essere visto attraverso diversi livelli interpretativi in modo da includere i più svariati temi fra cui il rapporto fra l’artista e l’ispirazione, il senso della maternità e la diffusione dei social network con la conseguente ridefinizione del concetto di privacy.

 Un film che divide

Da un punto di vista strettamente cinematografico la storia di Madre! scorre senza intoppi e non annoia. La prima parte è quella più horror e più dark e ne mantiene gli stereotipi e gli espedienti di genere; mentre la seconda esce da tutti i canoni cinematografici e lascia lo spettatore perplesso e disorientato finché gli viene data l’opportunità di cogliere la metafora principale.

La regia di Aronofsky è quella a cui siamo abituati, che divide e dividerà sempre critica e pubblico. La fotografia sporca e cinerea è, in questo caso, ancora più appropriata alla trama ed ai temi affrontati.madre

Jennifer Lawrence è la vera protagonista del film e, come da abitudine, Aronofsky indugia in continui primi piani che la seguono ovunque. Lei ha sempre un’aria stranita ed inespressiva, sempre più frastornata da un crescente caos che non si spiega e che non sa gestire, un’interpretazione che risulta funzionale sia all’allegoria sia alla suspense da film horror. Inoltre la Laurence forma una coppia ben assortita con un Javier Bardem sempre all’altezza delle sue interpretazioni.

Su Madre! si potrebbe scrivere un’enciclopedia ricercando e ritrovando i vari riferimenti ed i numerosi spunti di riflessione. Aronofsky è riuscito a mantenere le aspettative: presentare un’opera di non facile comprensione, che fa riflettere, ma soprattutto che divide e fa discutere gli spettatori.

Un film amato o odiato. Proprio per questo merita una doppia visione per essere apprezzato al meglio.

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Madre!

Valutazione globale - 8

8

Allegorico con diversi piani di lettura

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