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Le nostre anime di notte

Le nostre anime di notte: recensione del film Netflix con Redford e Fonda

Visto in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia, arriva su Netflix, Le nostre anime di notte, film che vede di nuovo insieme Robert Redford e Jane Fonda.

La sinossi

Le nostre anime di notteLe nostre anime di notte racconta la storia di due anziani, entrambi vedovi e soli, che per non dover affrontare la vecchiaia senza qualcuno affianco, cercano di far crescere dapprima un’amicizia tra loro, senza sapere dove questa potrebbe portare, anche solo per avere qualcuno con cui parlare. La loro solitudine, oltre alla perdita, è dovuta ad una storia personale travagliata, che i due dovranno prima o poi affrontare, oltre a doversi guardare dal malizioso stupore del paese per questa “strana storia” e alla disapprovazione delle famiglie.

Le nostre anime di notte: un film gradevole ma nulla di più

Le nostre anime di notte è un film sicuramente gradevole, con cui si può passare una serata sul divano di casa alla ricerca della commozione facile e con l’aspettativa, ripagata, di vedere della buona recitazione ma, purtroppo, non c’è molto di più. Le nostre anime di notteIl film non lascia molto, anzi scorre via lieve e a volte impalpabile, con una maggiore percezione di un melanconico guardare indietro di due attori che vogliono rifare qualcosa insieme dopo tanto tempo e lo sguardo al passato è spesso quello dello spettatore che vuole ricordarsi tutta la carriera di questi grandi divi.

In alcuni frangenti, sinceramente, sembra che il film non voglia “scomodare nessuno”, ossia cerchi di non sbilanciarsi, ma di restare su quella teorica via di mezzo che deve accontentare tutti, e quindi via di risate a mezza bocca, situazioni blandamente commoventi, morale ed etica un tanto al chilo, ma il tutto senza strafare e senza prendere una posizione netta e decisa, lasciando allo sguardo dello spettatore il compito di completare nella sua testa la storia e indirizzarla, fondamentalmente, dove più gli piace, sempre parlando del messaggio, naturalmente.

Le nostre anime di notteA dirla tutta, nel film ci potrebbero essere due spunti notevoli che, se approfonditi a dovere, potrebbero risultare molto interessanti o quantomeno promettenti: le problematiche familiari comprensive delle cicatrici che ci si porta dentro per una vita intera e la gestione della solitudine e dell’amore nella “terza età” e la sua accettazione sociale. Tuttavia il film li affronta rimanendo leggero e melenso, evitando il contrasto e ripiegando sempre sulla soluzione facile o pacifica.

Redford e Fonda però continuano a dimostrare come il considerarli grandi attori sia una cosa non solo rivolta al passato, ma attuale sempre e comunque. La loro bravura individuale è sempre elevatissima, ma quello che stupisce è la loro chimica e la fluidità del loro recitare insieme in scena, sembrano una coppia di lunga data, dimostrando una naturalezza impressionante.

Le nostre anime di notte

Valutazione globale - 6

6

Melanconico

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Le nostre anime di notte: curiosità

Robert Redford e Jane Fonda, nonostante si conoscano da quasi sessant’anni, avevano girato solamente tre film insieme negli anni 60: In punta di piedi (1960), La caccia (1966) e quello che li avrebbe resi leggendari come coppia, A piedi nudi nel parco (1967), a piedi nudi nel parcopoi da allora più nulla, con carriere differenti ma entrambe di enormi successo, lei principalmente come attrice, lui anche come creatore di eventi oggi importanti come il Sundance Festival.

Questo film segna il loro ritorno assieme (“un ultima volta prima di morire” dice Redford), mentre la Fonda ha confessato che Redford, all’epoca di A piedi nudi nel parco, era una sua fantasia e tale è rimasta per molto tempo a seguire.

Le nostre anime di notte è tratto da un libro, edito in Italia nel corso di quest’anno, scritto da Kent Haruf e edito da NNEditore, che è stato per mesi ai vertici delle classifiche di vendita.

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About Andrea Sartor

Cresciuto a pane (ok, anche qualche merendina tipo girella o tegolino… you know what I mean… ) e telefilm stupidi degli anni 80 e 90, il mondo gli cambia con Milch, Weiner, Gilligan, Moffat, Sorkin, Simon e Winter. Ha pianto davanti agli uffici dell’HBO. Sogno nel cassetto: pilotare un Viper biposto con Kara Starbuck Thrace e uscire con Number Six (una a caso, naturalmente). Nutre un profondo rispetto per i ragazzi e le ragazze che lavorano duramente per preparare gli impagabili sottotitoli. Grazie ragazzi, siete splendidi

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