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La tenerezza

La tenerezza: scheda, trailer e recensione del film di Gianni Amelio

  • scheda e trailer
  • recensione 

DATA USCITA: 24 aprile 2017
GENERE: Drammatico
REGIA: Gianni Amelio
ATTORI: Elio Germano, Micaela Ramazzotti, Giovanna Mezzogiorno, Renato Carpentieri, Greta Scacchi
NAZIONALITÁ: Italia
DURATA: 103′
DISTRIBUITO DA: 01 Distribution

Trama: Sentimenti che si incrociano tra il sorriso e la violenza. Un padre e i suoi figli non amati, un fratello e una sorella in conflitto, una giovane coppia che sembra serena. E i bambini che vedono e non possono ribellarsi. La storia di due famiglie in una Napoli inedita, lontana dalle periferie, una città borghese dove il benessere può mutarsi in tragedia, anche se la speranza è a portata di mano.

La tenerezza, di Gianni Amelio, film ispirato al romanzo “La tentazione di essere felici” di Lorenzo Maraone, vede il protagonista Lorenzo (Renato Carpentieri), un avvocato napoletano di dubbia reputazione, entrare in grande sintonia con una coppia di nuovi vicini, Fabio e Michela (Elio Germano e Micaela Ramazzotti), in particolare con la donna, che si rivela in grado di penetrare nella corazza dell’uomo, che vive solo da tempo dopo la morte della moglie, e di farlo riaprire alla vita. Accadrà poi un evento tragico che toccherà Lorenzo profondamente finendo per spingerlo al riavvicinamento con la figlia Elena (Giovanna Mezzogiorno), che lo ha sempre giustificato anche di fronte all’evidenza negativa, al contrario del fratello Saverio (Arturo Muselli). Prendono parte alla vicenda anche Rossana (Maria Nazionale), una ex amante di Lorenzo che egli ha abbandonato per tornare dalla moglie, e Aurora (Greta Scacchi), la madre di Fabio.

La tenerezza: atteggiamento o gesto?

La tenerezza non si definisce perché non so ancora se è un atteggiamento o un gesto

dice Amelio a proposito del titolo del suo ultimo film, ed effettivamente questo senso di indefinito pare attraversare l’intera pellicola. Il regista affida la scena direttamente agli attori, a gesti o movimenti spesso minimali e a sequenze frutto di improvvisazione – una scena importante di complicità ambigua tra Germano e la La tenerezzaRamazzotti è nata dal lavoro istantaneo dei due attori, svela lo stesso regista.

Spesso quello che succede è lasciato in forma ellittica e può essere collegato a un passato evanescente di cui quasi nulla si sa (cosa collega Fabio al giocattolo della sua infanzia, e che importanza ha rispetto a ciò che farà dopo?), o relegato al fuori scena (cosa spinge davvero Lorenzo a cambiare atteggiamento con la figlia quando improvvisamente riappare?).

Si predilige la restituzione di quel senso di realtà, filtrata ovviamente dal dato filmico, che la scena può recare con sé se riesce a far nascere negli attori la sintonia giusta rispetto a ciò che devono rappresentare. E per far ciò occorre che essi si abbandonino e lascino filtrare una dose rilevante di sé stessi nel personaggio, che Amelio non vuole, e lo dice intervistato a proposito della scelta di Greta Scacchi, sia cristallizzato eccessivamente nella sceneggiatura, ma viva sulla scena. Il punto di arrivo del film sarà infatti legato al gesto in sè, nella convinzione che ci si debba liberare da orpelli e sovrastrutture (come dirà il poeta arabo citato da Chiara: “La felicità è un ritornare, non un andare”), ed approdare ad una sorta di purezza primigenia.

Il film soffre di un ritmo troppo lento

La tenerezzaTutti intenti nobilissimi, ma solo parzialmente riusciti, poiché La tenerezza sembra soffrire di un ritmo troppo lento e la frammentazione del racconto risulta eccessiva e tende a diventare superficialità. Il trattamento della recitazione legato allo spontaneismo non risulta inoltre sempre giovare agli attori: l’interpretazione della Ramazzotti ha qualcosa di fisso e stereotipo che non dovrebbe senz’altro appartenere alla ragazza libera e vagamente infantile che interpreta. La Mezzogiorno, indubbiamente attrice di spessore, sembra talvolta troppo trattenuta per essere credibile, e a volte pare perdere un po’ il filo. Tra le donne la migliore appare Greta Scacchi, col suo dolore umano.

Gli uomini invece, nei ruoli in chiaroscuro che devono affrontare, fanno grandi prove: Renato Carpentieri incarna ottimamente la scissione di Lorenzo, il suo essere capace di purezza e meschinità allo stesso tempo, e regge bene le cesure e i silenzi delle scene del suo personaggio. Notevole anche Elio Germano, con un inedito accento del nord, lavora anche lui bene con l’ambiguità.

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La tenerezza

Valutazione globale

Parzialmente riuscito

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About Tommaso Perissi

Scopre la magia del cinema d’autore verso la fine degli anni 90 grazie ad una videoteca vicino alla stazione di santa maria novella che offre titoli ancora in vhs…poi frequenta saltuariamente vari cineforum in giro per la città

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