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Dark: la recensione del primo episodio della serie mistery Netflix

Dark è la nuova serie mistery, crime, soprannaturale e chi più ne ha più ne metta di Netflix. Una serie tedesca che continua l’espansione delle produzioni originali europee del gigante dello streaming. Una serie con tipicità da fiaba tedesca declinate verso un pubblico più internazionale

Dark, primo episodio: sinossi

dark netflixIn un paesino della Foresta Nera (o così sembra almeno) dotato di tutti i confort dei paesini tedeschi spersi nel nulla, ossia centrale nucleare e tristezza, un ragazzino sparisce. Ma poco dopo ne sparisce un’altro, e molti anni prima era successo esattamente lo stesso. Cosa sta realmente succedendo in questa cittadina? Dark racconta la storia di questa piccola comunità che nasconde più segreti che sorrisi, contaminandola con un soprannaturale da favola scura.

Dark, primo episodio: le nostre impressioni

Una sensazione strisciante attraversa il primo episodio di Dark e no, non è la paura, è la sensazione di già visto: un paesino isolato, nel quale tutti si conoscono, ognuno ha i suoi segreti e un evento drammatico potrebbe contribuire a portarli tutti a galla. Ci mettiamo un po’ di populismo che lo fa moderno (le banke sono kattive e la lobby del nucleare ci nasconde qualcosa) e poi un po’ di personaggi strani che hanno visioni. Insomma Twin Peaks (e tutte le serie che hanno preso spunto da lei) è ben più di un padre putativo per questa serie. Aggiungiamoci pure un pizzico di Stephen King e il suo IT, recentemente al cinema, visto che si parla di bambini che scompaiono oggi, come era successo (nella finzione della serie) 33 anni prima (qui togliamo i tombini e mettiamoci una caverna).

dark netflixDetta così non sembra che siamo di fronte a qualcosa di interessante, però c’è un però: siamo in Germania e questa è la partia delle favole nere, di quel misticismo magico che può diventare sovrannaturale e fantascentifico in men che non si dica, e la serie sembra lanciare alcuni appigli che potrebbero rappresentare degli sviluppi futuri che differenzino il tutto.

Innanzitutto già nel cold open vengono messe le cose in chiaro: il tempo non è poi così lineare come può sembrare, e un suicidio e una misteriosa lettera da aprire solo dopo parecchi mesi fanno pensare ad una qualche necessaria circolarità della storia o preveggenza. Un altro inquietante dettaglio è questo ragazzo rinchiuso in una prigione addobbata come una cameretta di un giovane negli anni 80 e costretto a riviversi, probabilmente ossessivamente, alcune hit di quel periodo. Questi dettagli lasciano sperare in qualcosa che faccia fare alla serie un salto in un genere di racconto diverso e un po’ lo si intuisce, anche se, a dirla tutta, probabilmente se siete amanti di un thriller crime classico, queste soluzioni narrative che sembrano arrivare, potrebbero non essere di vostro gradimento. Credo che la serie possa vertere, da quello che vedo più ad un genere fantasy o fantascientifico, creando una commistione tipica da favola cupa germanica.

dark Se invece passiamo all’impianto visivo del primo episodio, la resa è sicuramente buona: i toni grigi e freddi di questa cittadina mettono lo spettatore in uno stato d’animo più cupo, i dialoghi risicati rendono rarefatta l’atmosfera e pure la centrale nucleare pronta allo smantellamento che incombe costantemente sulle persone mette una certa ansia. Il ritmo della narrazione è ottimo, la prima ora di episodio contiene molte cose (a volte pure troppe) e la progressione ha un ottimo climax, Quello che rimane più ostico è una caratteristica tutta germanica, ossia la quasi totale assenza di emozioni trasmesse dai volti degli attori, seraficamente tedeschi.

Dark - primo episodio

Valutazione globale - 6.5

6.5

Ha potenziale, ma rischia il già visto

User Rating: 3.45 ( 1 votes)

Dark, primo episodio: un giudizio in sintesi

dark Un po’ revival, un po’ figlio di tanti padri, questo Dark corre il rischio di accumulare più omaggi che idee, da Twin Peaks a IT, passando per gli anni 80 in generale, però ha delle potenzialità di sviluppo, buttate lì nel primo episodio, che potrebbero allontanare la serie da una strada già vista e portarla verso qualcosa di diverso, una maggiore commistione di generi, che potrebbe essere interessante, anche se non per chi non ama questa eccessiva confusione di tematiche e magari preferisce dei crime più lineari e coi piedi per terra. La serie comunque è fatta bene dal punto di vista visivo e della creazione di ansia e climax, pur scontando una non eccessiva espressività del cast.

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About Andrea Sartor

Cresciuto a pane (ok, anche qualche merendina tipo girella o tegolino… you know what I mean… ) e telefilm stupidi degli anni 80 e 90, il mondo gli cambia con Milch, Weiner, Gilligan, Moffat, Sorkin, Simon e Winter. Ha pianto davanti agli uffici dell’HBO. Sogno nel cassetto: pilotare un Viper biposto con Kara Starbuck Thrace e uscire con Number Six (una a caso, naturalmente). Nutre un profondo rispetto per i ragazzi e le ragazze che lavorano duramente per preparare gli impagabili sottotitoli. Grazie ragazzi, siete splendidi

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