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Baby Driver

Baby Driver – Il genio della fuga: recensione in anteprima

  • scheda e trailer
  • recensione

USCITA: 7 settembre 2017
GENERE: Azione
REGIA: Edgar Wright
ATTORI: Ansel Elgort, Kevin Spacey, Jon Hamm, Jamie Foxx, Lily James
NAZIONALITA’: Stati Uniti
DURATA: 115′
DISTRIBUZIONE: Sony Pictures

TRAMA: Un giovane pilota si presta a fughe criminali, affidandosi nella guida al ritmo incalzante della sua musica preferita, per essere il migliore nel campo. Costretto a lavorare per un boss, metterà a rischio la vita, la libertà ed il suo amore a causa di una rapina destinata al fallimento.

Un ritorno atteso

Il ritorno al cinema dell’inglese Edgar Wright era particolarmente atteso. Per due motivi. Primo perché erano quattro anni che non girava un film (l’ultimo è stato La fine del mondo, conclusione della ‘trilogia del cornetto’ apertasi con L’alba dei morti dementi e proseguita con Hot Fuzz) e secondo perché sono ancora relativamente recenti le sue diatribe con i Marvel Studios sul set di Ant-Man che lo portarono ad abbandonare il progetto pochi mesi prima l’inizio delle riprese. Baby Driver – Il genio della fuga diventa così il banco di prova per Wright riguardo l’esplorazione di un nuovo genere, l’action movie, condito come sempre da una buona dose di comedy immancabile nei film dell’inglese.

Toni leggeri per un film adrenalinico

Baby DriverGià dalla prima scena, girata in maniera eccellente, si capisce che siamo davanti ad un film con premesse interessanti. Scariche di adrenalina che vengono rilasciate sin dalle prime battute con inseguimenti, rombi di motori e sgommate da far invidia ai bolidi di Fast & Furious. Ma al contrario dei film con Vin Diesel qui non si parla di gare clandestine ma di rapine da portare al termine senza essere beccati dalla polizia. Un gruppo di criminali si affida così ad un giovane talento dei motori che si fa chiamare Baby, quasi sempre con le cuffie alle orecchie per sopportare meglio un problema di acufene che lo accompagna fin da un’incidente avuto da piccolo. E qui la mente va subito a Drive dove il personaggio interpretato da Ryan Gosling svolgeva pressoché lo stesso compito. A differenza del film di Refn qui i toni sono decisamente più leggeri e molto più pop, anche se non manca, facendosi via via sempre più marcata nel corso del film, una parte sentimentale col protagonista diviso tra un lavoro estremamente pericoloso e l’affetto nei confronti del padre adottivo e di una giovane cameriera.

Baby DriverLa confezione del film, dicevamo, è ottima. Wright gioca bene con il genere action comedy, che modella a suo piacimento senza però mai avere un’incertezza o un attimo di sbandamento. Merito anche di una sceneggiatura solida con dialoghi finalmente freschi e funzionali alla trama. Da sottolineare come anche il cast sia una parte fondamentale per la buona riuscita di Baby Driver. Al giovane e bravo protagonista Ansel Elgort vengono affiancati un cast di comprimari tutti calati alla perfezione nel proprio personaggio, a cominciare da un Kevin Spacey tornato al cinema con un ruolo di spessore e con diverse sfaccettature. Ci sono anche un Jamie Foxx sempre su di giri e un sornione Jon Hamm a completare la banda di malavitosi.

Prova superata per Baby Driver

Quel che è certo è che con Baby Driver – Il genio della fuga si passano due ore di puro intrattenimento, con diversi momenti in cui l’ironia e il divertimento la fanno da padroni. I buoni appassionati di musica troveranno altro pane per i loro denti. La straordinaria colonna sonora è un’ulteriore valore aggiunto ad un film che potrà diventare facilmente la rivelazione dell’inizio della prossima stagione cinematografica in Italia (uscirà il 7 settembre) così come lo è stato negli Stati Uniti dove Baby Driver – Il genio della fuga è partito, un po’ a sorpresa, a razzo.

Baby Driver - Il genio della fuga

Valutazione globale

Adrenalinico

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About Daniele Marseglia

Ricordo come se fosse oggi la prima volta che misi piede in una sala cinematografica. Era il 1993, film: Jurrasic Park. Da quel momento non ne sono più uscito. Il cinema è la mia droga.

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