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Oscar 2018: il conflitto madre-figlia è tra i temi più gettonati dei film in gara

Non c’è bisogno di aver fatto terapia per capire che, molto spesso, le madri non sono viste sotto la luce migliore, e ciò sembra evidente anche tra i film candidati agli Oscar 2018. Lo ha percepito immediatamente Laurie Metcalf, attrice interprete del ruolo della madre della protagonista di Lady Bird: “Leggendo il copione, ho subito percepito la complessità del ruolo della madre in questo film”.

Lauren Metcalf in Lady Bird: una mamma “a tutto tondo” candidata agli Oscar

La Metcalf è candidata agli Oscar come migliore attrice non protagonista per la sua interpretazione di Marion McPherson, un’infermiera di Sacramento intenta a cercare di instaurare un rapporto con oscarla figlia e a mantenere la stabilità economica della famiglia. La Metcalf è stata felicissima di interpretare un ruolo del genere poiché la figura della madre non era marginale, come spesso accade nei film i cui protagonisti sono teenagers, bensì ben strutturata e ricca di sfaccettature.

Lauren Metcalf non è la sola ad aver avuto questa percezione: sono state molte, difatti, le attrici che hanno avuto modo di interpretare figure di madri a tutto tondo.

Frances McDormand in Tre Manifesti a Ebbing, Missouri: quando il dolore diventa forza

Frances McDormand ha vinto un Golde Globe e ha ottenuto una candidatura agli Oscar come miglior attrice protagonista per il ruolo di Mildred Hayes, una donna che non può più essere zittita visti gli inesistenti sviluppi sullo stupro e omicidio della figlia in Tre Manifesti a Ebbing, Missouri. Non solo promette di dare ciò che si merita a chi ha fatto tutto questo alla figlia, ma esprime inoltre la sua libertà di parola tramite i tre manifesti citati nel titolo del film.

Mary J. Blige: “Per una madre non c’è tempo per essere una vittima”

Anche la candidata come miglior attrice non protagonista Mary J. Blige ha avuto modo di vestire i panni di una madre a 360 gradi. Interpretando Florence Jackson, la matriarca di una famiglia di oscarmezzadri nel poverissimo e razzista Sud del secondo dopoguerra, non può che esprimere le violenze e i traumi del passato solo tramite gli occhi, poiché spesso è troppo rischioso parlare. A riguardo la Blige ha affermato che per una madre non c’è tempo per essere una vittima, poiché la priorità è proteggere i figli. “In questa donna rivedo molto mia nonna, Catherine Miller, e mia madre Cora Blige, che si sono sempre sforzate di sembrare felici nonostante tutto, così da infondere in me la loro forza”.

Allison Janney in I, Tonya: una madre tra luci ed ombre

Questo non vale certamente per tutti i ruoli di madri. Allison Janney, che ha interpretato LaVona Golden, madre della campionessa di pattinaggio sul ghiaccio protagonista del biopic I, Tonya, può stupire per la sua interpretazione di una cameriera con un’ossessione nei confronti della figlia. oscarTutto il castello di carte crolla però nel momento in cui vediamo la madre puntare un coltello verso la figlia impaurita. La Janney, che ha vinto un Golden Globe come attrice non protagonista ed ha ottenuto una candidatura agli Oscar nella stessa categoria, ha rivelato che, per creare un legame con il personaggio, fatto di molte ombre e poche luci, ha dovuto empatizzare molto: “Per capire alcuni atteggiamenti di LaVona, ho pensato che anche lei avesse subito violenze simili durante l’infanzia, per trovare una spiegazione plausibile. Ho inoltre pensato che l’ossessione della madre per la figlia fosse dovuta al suo volersi concentrare sull’incredibile talento della figlia. Dedicarsi così tanto ad un altro individuo può avere questi risvolti, purtroppo”.

Leggete anche le nostre impressioni su I, Tonya, presentato in anteprima alla festa del cinema di Roma

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Fonte: Variety

About Ilaria Coppini

24, Studentessa di Letterature e Filologie Euroamericane, lettrice vorace, appassionata di serie tv. Datemi una libreria piena, una buona connessione wi-fi, del cibo e mi renderete felice.

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