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Inghiottita di Réjean Ducharme: torna uno dei classici moderni

 inghiottitaAutore: Réjean Ducharme
Titolo: Inghiottita
Editore: La Nuova Frontiera
Pagine: 272
Costo: 17,00 Euro
Uscita: Febbraio 2017 

Inghiottita di Réjean Ducharme è un grande classico della letteratura canadese. Pubblicato per la prima volta nel 1966 da Gallimard – su pressione di Raymond Queneau, che era rimasto affascinato dallo stile di un allora giovanissimo e sconosciuto Ducharme – è stato nel tempo accostato a romanzi come Il giovane Holden e Zazie nel metrò.

Inghiottita

inghiottita“Tutto m’inghiotte. […] M’inghiotte il fiume troppo grande, il cielo troppo alto, i fiori troppo fragili, le farfalle troppo spaurite, il volto troppo bello di mia madre.”

L’inghiottita inizia con queste parole vibranti che ci catturano immediatamente. “Tutto m’inghiotte” dice la narratrice e, anche noi, siamo subito “inghiottiti”, afferrati alla gola dal dolore straziante di quest’eroina che si aggrappa all’infanzia proprio quando questa sembra tradirla. Si chiama Berenice, è una bambina di nove anni, vive su un’isola nel mezzo di un grande fiume canadese. Ha una famiglia – una madre cattolica e un padre ebreo – un fratello e un albero, la sua nave, su cui s’imbarca per lasciarsi alle spalle il mondo degli adulti: “Quando non so più che fare, m’imbarco… Mollate i continenti. Issate gli orizzonti. Si parte.” E noi partiamo con lei, sulle ali della sua immaginazione, il più lontano possibile dalla miseria delle bassezze umane.

Seguiremo la sua vita per dieci anni – dalla sua casa sull’isola fino a New York, il ritorno sull’isola e l’ultima tappa in Israele. Ma non sono tanto il periplo della sua esistenza e le avversità che il destino mette sul suo cammino a fare di questo libro un capolavoro, quanto il suo sguardo da adolescente disincantata e la sua voce che grida senza sosta perché qualcuno l’ascolti.

Réjean Ducharme

Réjean Ducharme Artista enigmatico che non ha mai rilasciato un’intervista, è nato in Québec nel 1941. Scrittore, drammaturgo, paroliere e scultore, dall’anno della sua consacrazione, nel 1966, con la pubblicazione del romanzo L’inghiottita, ha vissuto nell’anonimato. È autore di nove romanzi e numerose opere teatrali. È morto a Montreal nell’agosto del 2017.

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Fonte: Ufficio Stampa La Nuova Frontiera

About Andrea Sartor

Cresciuto a pane (ok, anche qualche merendina tipo girella o tegolino... you know what I mean... ) e telefilm stupidi degli anni 80 e 90, il mondo gli cambia con Milch, Weiner, Gilligan, Moffat, Sorkin, Simon e Winter. Ha pianto davanti agli uffici dell'HBO. Sogno nel cassetto: pilotare un Viper biposto con Kara Starbuck Thrace e uscire con Number Six (una a caso, naturalmente). Nutre un profondo rispetto per i ragazzi e le ragazze che lavorano duramente per preparare gli impagabili sottotitoli. Grazie ragazzi, siete splendidi

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